Tumore colon-rettale, uno dei più diffusi e pericolosi

Il tumore colon-rettale è una delle principali cause di mortalità per neoplasia e ha maggiore diffusione nei Paesi occidentali.
Il tumore colon-rettale insorge nell’intestino crasso, ossia la parte terminale dell’intestino, in particolare le localizzazioni più frequenti (pari a circa il 70% dei casi) sono il sigma (nell’ultima parte del colon vero e proprio) e il retto (la parte dell’intestino crasso più vicina all’ano), con maggiore consuetudine in persone con più di 60 anni. Questo tumore è spesso presente per lungo tempo prima di manifestarsi con segni clinici: questo perché il processo di formazione è molto lento (circa 10 anni) e spesso è asintomatico.

 

I fattori di rischio maggiori non sono riconducibili a una predisposizione genetica, ma anche ad altri motivi quali uno stile di vita sedentario, l’obesità o una dieta ricca di grassi e iperproteica; infatti, un’alimentazione ricca di fibre dà luogo ad un transito intestinale accelerato, diminuendo il tempo di contatto tra la mucosa ed eventuali carcinogeni. Ma non solo: anche il fumo ed eventuali malattie infiammatorie croniche intestinali potrebbero esserne la causa, infatti pazienti che soffrono di colite ulcerosa o del morbo di Crohn hanno una predisposizione maggiore.

 

È possibile effettuare dei test di screening per le neoplasie del colon-retto quali l’esame del sangue occulto nelle feci: la diagnosi precoce, ovvero con l’intercettazione del tumore nelle fasi iniziali di sviluppo, ha diminuito significativamente il tasso di mortalità provocato da questa patologia.

 

Questo esame è indicato agli individui di entrambi i sessi di età maggiore di 50 anni e, nel caso di positività, è consigliata la colonscopia, un esame diagnostico che permette l’esplorazione visiva del colon e l’osservazione dell’eventuale presenza di polipi, ovvero lesioni precancerose che potrebbero evolvere in tumori.

 

I carcinomi del colon, dal punto di vista biologico, sono neoplasie in genere a basso potenziale maligno, soprattutto nelle età più avanzate: la chirurgia, se realizzata in fase precoce, ha dunque possibilità curative.

 

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